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Tratto dal rapporto FREEDOM ON THE NET 2020 | Traduzione di Matteo Negrini

Media Review | 15 novembre 2020

Molti aspetti della nostra risposta alla pandemia da coronavirus si sono basati sulla tecnologia digitale.

Ove possibile, le scuole e i luoghi di lavoro si stanno spostando online, con la didattica a distanza e il cosiddetto “smart working“.

In molti Paesi, gli esperti di sanità pubblica utilizzano l’analisi dei dati e le app di tracciamento dei contatti per monitorare il contagio e, purtroppo, in alcuni casi, governi autoritari usano la pandemia come una scusa per imporre ai loro cittadini restrizioni radicali che limitano la possibilità di proteste e di altre forme di critica.

Secondo il rapporto FREEDOM ON THE NET 2020 dell’autorevole Freedom House, le conseguenze della pandemia per i diritti digitali sono, a livello globale, piuttosto fosche.

Fra gli esempi negativi sono citati anche gli Stati Uniti, a causa di una sempre maggiore sorveglianza dei social media come è avvenuto, ad esempio, in occasione delle proteste del movimento Black Lives Matter.


Pubblicato il 21 ottobre 2020 su Project Syndicate | Traduzione di Matteo Negrini

Media Review | 2 novembre 2020

La posta in gioco nelle elezioni presidenziali statunitensi del 3 novembre è molto alta, sia per l’America, sia per il mondo. La vittoria di Joe Biden non sarebbe una panacea, ma consentirebbe agli Stati Uniti di rinnovare gli impegni abbandonati, avvicinandosi ai suoi alleati occidentali come veri partner e amici e riscoprendo una politica estera più razionale. 

Javier Solana è stato Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza Comune dell’Unione Europea, Segretario Generale del Consiglio dell’Unione Europea, Segretario Generale della NATO e Ministro degli Esteri della Spagna.
Oggi, presiede EsadeGeo – Center for Global Economy and Geopolitics ed è Distinguished Fellow presso la Brookings Institution.


Pubblicato il 27 ottobre 2020 su Project Syndicate | Traduzione di Matteo Negrini

Media Review | 1 novembre 2020

Pur sperando in un risultato definitivo il 3 novembre (o immediatamente dopo), gli osservatori del mercato devono purtroppo prepararsi al peggio. Dopotutto, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e i repubblicani non stanno nemmeno cercando di nascondere i loro piani per rubare le elezioni.

Nouriel Roubini insegna economia alla Stern School of Business della New York University ed è stato Senior Economist per gli Affari Internazionali nel Consiglio dei Consulenti Economici della Casa Bianca, durante l’Amministrazione Clinton.
È diventato noto al largo pubblico quando, nel 2008 – con il manifestarsi della crisi economica mondiale -, si avverarono molte delle previsioni che aveva enunciato due anni prima al Fondo Monetario Internazionale, nello scetticismo generale.


Pubblicato il 5 giugno 2020 su Project Syndicate | Traduzione di Matteo Negrini

Media Review | 12 giugno 2020

Alla vigilia dell’inizio dei lavori di Villa Doria Pamphili denominati – forse un po’ pomposamente – “Stati Generali dell’Economia”, vi proponiamo la traduzione dell’articolo di Daron Acemoglu (docente di economia al MIT, attualmente tra i primi 5 economisti più citati nel mondo) pubblicato il 5 giugno su Project Syndicate, certi che, a prescindere dalle convinzioni di ognuno, possa fornire interessanti spunti di riflessione.


Arte | 3 giugno 2020

La Street Art ha tutte le carte in regola per diventare un emblema della società contemporanea.

Questo movimento porta con sé il concetto di libertà di fruizione pubblica, non è un’espressione artistica da piedistallo: la si può bistrattare, cancellare o, anche, idolatrare.

Sta alla comunità vederne l’utilità o meno e la decisione se preservarla o renderla semplice testimone del tempo e della mutazione.


Focus | 19 aprile 2020

Esattamente 75 anni fa, il 19 aprile 1945, a Poggio Scanno, sulle colline sopra Bologna, fu combattuta l’ultima battaglia dell’Esercito Italiano nella Seconda Guerra Mondiale.

I Bersaglieri fecero breccia nella Linea Gotica e il 21 aprile entrarono a Bologna da Porta Santo Stefano, riunendosi, così, alle truppe polacche del generale Anders.

Il ricordo di quel fatto d’armi offre lo spunto per una riflessione di più ampio respiro sul ruolo che noi tutti abbiamo nel costruire il nostro futuro.


Editoriale | 5 aprile 2020

Il cambiamento climatico che minaccia l’umanità, un sistema economico prossimo al collasso, una classe dirigente perlopiù inadeguata e, adesso, la pandemia di Covid-19: ci troviamo di fronte alla tempesta perfetta?
Siamo in grado di affrontarla o verremo travolti?


Nasce l’associazione NETTUNO 1958 APS

Oggi viviamo in un mondo frammentato, in una triste epoca di tribalismo, polarizzazione e intensa divisione sociale che separa le persone lungo linee di appartenenza politica, di religione, di etnia e, talvolta, di genere.

Cercando il consenso degli altri e spesso senza essere informato, l’uomo tende a seguire la massa e il pensiero dominante.
Tuttavia, proprio quando l’individuo si conforma alla massa, rinunciando alla propria ragione e ai propri istinti riguardo a ciò che è vero e a ciò che è giusto, si corre il rischio di seri danni sociali.

È, quindi, fondamentale che ciascuno di noi torni a pensare con la propria testa e si assuma le proprie responsabilità: si informi, sia capace di discernere, si doti di spirito critico – e autocritico – e si senta parte della comunità, contribuendo a costruirla giorno per giorno.

NETTUNO 1958 promuove la cultura, l’informazione, lo studio e il libero pensiero come strumenti necessari per favorire la crescita degli individui e, in particolare, dei giovani.